In Italia si è deciso di investire in escort e festini privati anzichè investire nella scuola.

La crisi economica iniziata nel 2008 ha avuto un effetto drastico sulla nostra nazione che è tutt'ora sull'orlo del baratro e per "sopravivvere" il governo continua a varare leggi sfavorevoli ai deboli ma allo stesso tempo a favore delle classi più agiate.Strano no? Non dovrebbero essere le classi più agiate a avere una maggiore partecipazione? Invece no.In Italia funziona così ma d'altronde si sa,l'Italia agli italiani,i veri italiani,quelli ignoranti,quelli che credono come pecorelle a favole raccontate da lupi.Ormai sempre più frequentemente vengono effettuati tagli al sistema scolastico già fragile di per sè.Nelle scuole mancano i beni più banali,come il sapone nel bagno e durante l'inverno si è costretti a svolgere le lezioni con i cappotti e giacche a causa del mal funzionamento del riscaldamento. E' possibile? Siamo nel 2013 in un paese sviluppato e sapere che nelle scuole manca sapone e cartegenica sembra come un paradosso.Al governo però non interessa...i "potenti" hanno le loro macchine blu,a loro basta quello.Per lo più sempre più frequentemente si creano manifestazioni in tutta Italia proprio per manifestare contro a questi tagli,a tagli sempre più pesanti che ci tagliano anche il futuro.Viviamo in un paese che si fa del male da solo,in un paese che si zappa i piedi senza che nessuno glielo chieda.
In piazza ci sono sempre più studenti a manifestare,accompagnati dai loro professori e da comuni cittadini,anche loro stanchi di questo schifo.Ma è palese dire che molto spesso queste manifestazioni si concludono con cariche dei corpi di polizia sui manifestanti per sperdere la manifestazione.Lo trovate giusto? Che manifestanti che scendono per le strade per esprimere i loro pensieri,il loro disgusto verso questo paese siano picchiati e malmenati...
Anche il nostro istituto e i suoi studenti sono sempre più partecipi a queste manifestazioni,per contribuire a un cambiamento,a quel cambiamento che serve per rinnovare il sistema scolastico ormai quasi perso tra le sue ceneri.
Nicholas

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