mercoledì 8 maggio 2013

"L'io può sempre rinascere."

La letteratura,la Storia,quella dei personaggi famosi e le vicende quotidiane delle persone comuni,come le si conosce attraverso la propria esperienza e attraverso le informazioni che ci vengono dai mass-media,ci dimostrano che l'uomo è capace di grandi virtù,di atti vicini all'eroismo,ma anche delle azioni più atroci.La natura umana è predisposta al bene e al male e il prevalere dell'uno o dell'altro dipende da una pluralità di fattori che vanno dall'educazione ricevuta, alle esperienze vissute,alla capacità soggettiva di affrontare le difficoltà e i dolori della vita,evitando in ogni caso di ricorrere al male e alla violenza.
In "Delitto e Castigo" di Dostoevskij emerge chiaramente questa duplice natura dell'uomo sia nel personaggio principale sia in quelli secondari. Raskolnikov, il protagonista, oppresso dai debiti, arriva ad uccidere la sua "strozzina" e la sorella di lei,testimone del delitto,giustificandosi con se stesso in nome di un concetto soggettivo di giustizia che lo porta a vedere il male nell'usuraia. 
In seguito,attraverso l'aiuto di una prostituta sua amica, inizia un percorso di autocoscienza che lo avvia al rimorso e poi al pentimento e che si concretizza nella confessione dei propri reati e nella piena assunzione delle proprie responsabilità.Il percorso di Raskolnikov è il percorso che possono compiere molte persone che dopo essere precipitate nel vortice del male,possono cominciare a risalire dal buio e a scorgere a poco a poco la luce.
Come scrive Dante, nel canto XVII del Purgatorio,ognuno di noi "Confusamente un bene apprende" e al bene cerca di arrivare, perché solo nel bene l'uomo può trovare la pace e la serenità.
Se è vero,come sostengono Dante e Dostoevskij,che vi è sempre la possibilità di redimersi, è anche vero che questo dipende in primo luogo dalla propria forza interiore,ma anche dall'aiuto che si può trovare negli altri.
Le parole di un detenuto del carcere di Massima sicurezza di Padova sono esemplari  riguardo all'importanza della solidarietà  nella redenzione dell'individuo.
Il carcerato afferma "Io penso che il buono emerga quando ti viene offerto qualcosa di inaspettato" e questo qualcosa di inaspettato, a cui allude, è qualcuno che tende la mano,che ha fiducia in te e crede che tu possa cambiare.
La letteratura,la Storia e l'esperienza di un uomo comune,come il detenuto di Padova,non dimostrano solo che nell'uomo sono presenti sia il bene che il male,ma anche che, se si vuole, per l'io c'è sempre una possibilità di rinascere.

Nicholas Delle Donne.

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